Catanzaro, un Accordo territoriale più moderno e più vicino al mercato

Sottoscritto e depositato il nuovo Accordo territoriale per i contratti a canone concordato nella città di Catanzaro

Dal 1° luglio 2026 è in vigore il nuovo Accordo territoriale per la città di Catanzaro, sottoscritto da Confedilizia Calabria, Confedilizia Catanzaro e CO.N.I.A. Catanzaro e depositato nello stesso giorno presso il Comune con protocollo n. 70215.

Il nuovo testo sostituisce le precedenti intese e compie un passo importante verso una disciplina delle locazioni più moderna, flessibile e aderente alla realtà. Pur muovendosi nel quadro stabilito dalla legge n. 431 del 1998 e dal D.M. 16 gennaio 2017, l’Accordo abbandona ogni impostazione uniforme e riconosce che gli immobili, i quartieri e le esigenze contrattuali sono profondamente diversi tra loro.

La città viene considerata attraverso le singole zone OMI, con valori minimi e massimi differenziati in base alla collocazione dell’immobile e alle effettive condizioni del mercato. Non esiste un unico canone imposto astrattamente per tutta Catanzaro: il centro storico, la fascia litoranea, il lungomare, le aree universitarie, i quartieri periferici e le zone rurali presentano caratteristiche differenti e richiedono parametri distinti.

È un’impostazione coerente con un principio essenziale: il valore di un bene non nasce da una tabella amministrativa, ma dall’incontro tra domanda e offerta, dalla posizione, dalla qualità, dai servizi e dalle preferenze delle persone. L’Accordo non può sostituire il mercato, ma può evitare di ignorarlo.

Una delle innovazioni più significative è la distinzione tra abitazioni economiche, abitazioni normali e ville o villini. La classificazione non dipende soltanto dalla categoria catastale, ma dalle caratteristiche effettive dell’immobile, dal suo stato manutentivo, dalla qualità degli impianti, dalle dotazioni e dalla funzionalità complessiva.

L’elenco degli elementi rilevanti è stato aggiornato tenendo conto del modo in cui oggi si vive e si sceglie una casa. Riscaldamento autonomo, climatizzazione, ascensore, doppi servizi, infissi efficienti, collegamento internet, parcheggio, spazi esterni, vicinanza ai trasporti, ristrutturazioni recenti, prestazione energetica e servizi comuni incidono concretamente sull’utilità dell’immobile e, quindi, sul suo valore locativo.

Anche la disciplina degli immobili ammobiliati è stata resa più realistica. Per le unità completamente arredate è prevista una maggiorazione fino al 30 per cento, mentre per quelle parzialmente ammobiliate l’aumento può arrivare al 15 per cento. Ulteriori caratteristiche di pregio possono giustificare una maggiorazione fino al 20 per cento. Viene così riconosciuto che investire nella qualità, negli arredi e nei servizi produce valore e non può essere trattato come un elemento irrilevante.

Lo stesso criterio vale in senso contrario. Gli elementi che riducono l’utilità dell’abitazione possono determinare una diminuzione del canone. L’Accordo considera il cattivo stato manutentivo, la carenza di impianti, la scarsa luminosità, la limitata fruibilità degli spazi e la collocazione penalizzante dell’alloggio. Il prezzo, in altri termini, deve riflettere tanto i pregi quanto i difetti dell’immobile.

Sono stati aggiornati anche i criteri per il calcolo della superficie convenzionale. Balconi, terrazze, cantine, soffitte, corti, spazi esterni e aree comuni vengono computati al 30 per cento; i posti auto al 40 per cento; box, garage e magazzini al 65 per cento. Per gli alloggi di minore dimensione sono previste maggiorazioni della superficie convenzionale, perché un metro quadrato in un piccolo appartamento ha normalmente un’utilità maggiore rispetto allo stesso metro quadrato in un’abitazione molto ampia.

Particolarmente innovativa è la disciplina dei contratti transitori. Il nuovo Accordo prende atto della crescente mobilità delle persone e della varietà delle esigenze abitative contemporanee. Lavoro, studio, formazione, assistenza, cure, separazioni, rientri temporanei, trasferimenti professionali e altre necessità documentabili possono richiedere contratti più brevi e flessibili.

Per le locazioni inferiori a sei mesi vengono introdotti coefficienti differenziati in base alla durata. Si riconosce così che un contratto di poche settimane presenta costi, rischi e modalità organizzative diverse rispetto a una locazione pluriennale. Una disciplina moderna deve consentire alle parti di adattare il contratto alle proprie necessità, anziché costringerle dentro modelli rigidi e indifferenziati.

Il nuovo Accordo territoriale rappresenta quindi un avanzamento significativo. Non elimina i vincoli legislativi esistenti, ma utilizza gli spazi disponibili per avvicinare le regole alla realtà, valorizzare la proprietà, favorire l’offerta di abitazioni e ampliare le possibilità di scelta di proprietari e inquilini.

È questa la direzione giusta: meno automatismi, più differenziazione; meno rigidità, più libertà contrattuale; meno distanza tra le regole e la vita concreta delle persone.

Il testo completo dell’Accordo e i relativi allegati sono disponibili sul sito di Confedilizia Catanzaro, cliccando qui .