Piano casa: promette alloggi ma rischia di produrre procedure
Il decreto-legge 66/2026 nasce per aumentare l’offerta abitativa, ma ripropone il modello che ha contribuito alla scarsità: più commissari, più vincoli, più prezzi amministrati. Con 970 milioni per il recupero dell’edilizia pubblica e 22 atti attuativi, il Piano costruisce una macchina complessa che deroga alle regole senza semplificarle davvero. L’edilizia convenzionata impone sconti del 33% e quote minime del 70%, trasformando la casa in una pratica amministrativa. Il risultato: meno libertà, più procedure. L’emergenza abitativa non si risolve con nuovi piani, ma liberando davvero costruzioni, investimenti e contratti.
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