Piano casa: promette alloggi ma rischia di produrre procedure

Il decreto-legge 66/2026 nasce per aumentare l’offerta abitativa, ma ripropone il modello che ha contribuito alla scarsità: più commissari, più vincoli, più prezzi amministrati. Con 970 milioni per il recupero dell’edilizia pubblica e 22 atti attuativi, il Piano costruisce una macchina complessa che deroga alle regole senza semplificarle davvero. L’edilizia convenzionata impone sconti del 33% e quote minime del 70%, trasformando la casa in una pratica amministrativa. Il risultato: meno libertà, più procedure. L’emergenza abitativa non si risolve con nuovi piani, ma liberando davvero costruzioni, investimenti e contratti.

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La casa non è un diritto da archiviare, è una libertà da difendere

Il Piano Casa UE non risolve la crisi: la normalizza e la trasforma in potere di Sandro Scoppa* Quando la politica definisce qualcosa un “diritto”, di rado lo protegge davvero: più spesso lo assorbe, lo regolamenta, lo sottrae alla disponibilità delle persone. È ciò che accade anche con il Piano Casa dell’Unione europea, denominato European…

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