LOCAZIONE, ESTESA LA CEDOLARE SECCA AL 10%

Col decreto-legge “Milleproroghe”, è stata prevista l’estensione della cedolare secca del 10% ai contratti “a canone concordato”. La norma dispone l’applicabilità a regime dell’aliquota del 10% negli stessi Comuni nei quali è stata applicata dal 2014 al 2019, vale a dire in quelli per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti il 28 maggio 2014 – data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge istitutivo dell’aliquota del 10% (il n. 47 del 2014, convertito dalla legge n. 80 del 2014) – lo stato di emergenza a seguito del verificarsi degli eventi calamitosi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge n. 225 del 1992.


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RE ITALY 2020 Winter Forum: Giorgio Spaziani Testa, Presidente Confedilizia


Ricolfi: da Monti mazzata a immobiliare, tassazione è negativa

"Dal governo Monti è arrivata una mazzata immane al settore immobiliare, la tassazione sugli immobili è molto negativa". Così il sociologo Luca Ricolfi nel corso del suo intervento alla decima edizione del RE ITALY Winter Forum, organizzata da Monitorimmobiliare e Monitorisparmio, in Borsa Italiana a Milano. "Nell'analizzare gli effetti della tassazione sugli immobili determinati dall'allora Governo Monti emerge una perdita di valore fra i 1.000 ed i 1.500 miliardi di euro" e "usando dati di Bankitalia, ho calcolato che l'effetto ricchezza negativo poteva incidere per circa 20 miliardi di euro. E se questa è la cifra - circa 20 miliardi di euro - che è venuta a mancare all'economia nel suo complesso, il settore immobiliare- sottolinea il sociologo -  è diventato di fatto un fattore di stagnazione per la nostra economia".
In un orizzonte di riforma fiscale "tagliare il cuneo fiscale è meno importante che tagliare le tasse sugli immobili. Se si procede ad un'azione di riforma del fisco, la prima cosa che taglierei è l'imposta societaria, al secondo posto procederei con il taglio dell'Imu e poi, meno importante, il taglio dell'Irpef e del cuneo fiscale" indica il sociologo. "Non riterrei grave l'aumento dell'Iva ma solo se si procedesse poi a ridurre la spesa. Invece l'aumento dell'Iva rischia di essere solo un aumento di tasse e lasciare come sempre invariata la spesa" chiarisce Ricolfi. Per il futuro "come sociologo sono molto pessimista, siamo avviati ad un percorso di argentilizzazione molto lento. Anche se ci sono comportamenti di speranza non penso basterà ad invertire la rotta. Tra dieci anni - conclude - staremo peggio e tra venti saremo come la Grecia".