{"id":1380,"date":"2025-12-19T13:34:00","date_gmt":"2025-12-19T12:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/?p=1380"},"modified":"2026-05-23T19:01:31","modified_gmt":"2026-05-23T17:01:31","slug":"la-casa-non-e-un-diritto-da-archiviare-e-una-liberta-da-difendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/2025\/12\/19\/la-casa-non-e-un-diritto-da-archiviare-e-una-liberta-da-difendere\/","title":{"rendered":"La casa non \u00e8 un diritto da archiviare, \u00e8 una libert\u00e0 da difendere"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\"><strong>Il Piano Casa UE non risolve la crisi: la normalizza e la trasforma in potere<\/strong><\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">di Sandro Scoppa*<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Quando la politica definisce qualcosa un \u201cdiritto\u201d, di rado lo protegge davvero: pi\u00f9 spesso lo assorbe, lo regolamenta, lo sottrae alla disponibilit\u00e0 delle persone. \u00c8 ci\u00f2 che accade anche con il Piano Casa dell\u2019Unione europea, denominato <a href=\"https:\/\/housing.ec.europa.eu\/document\/download\/756915b5-d1b1-4bde-ac82-03532d2d3d90_en?filename=0.pdf&amp;utm_source=chatgpt.com\"><em>European Affordable Housing Plan<\/em><\/a>, che fin dall\u2019incipit dichiara di voler affrontare la crisi abitativa affermando ideologicamente: \u00abHousing is not just a commodity, but a fundamental right and a cornerstone of human dignity\u00bb (\u201cLa casa non \u00e8 solo una merce, ma un diritto fondamentale e un pilastro della dignit\u00e0 umana\u201d). Una formula che pu\u00f2 apparire rassicurante, ma che \u00e8 in realt\u00e0 carica di conseguenze. L\u2019abitare viene sottratto alla sfera delle scelte individuali e ricondotto a quella dell\u2019amministrazione pubblica.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">La casa smette cos\u00ec di essere il risultato di lavoro, risparmio, investimento, rischio e scambio, per diventare un bene la cui fruizione deve essere garantita dall\u2019autorit\u00e0. \u00c8 una trasformazione profonda, perch\u00e9 sposta il problema dall\u2019economia al potere. Se la casa \u00e8 un diritto, ogni vincolo, regolazione e limitazione diventano automaticamente giustificabili in nome della tutela. L\u2019emergenza non va risolta: va gestita, stabilizzata, resa permanente.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Che la crisi abitativa esista \u00e8 indubbio. I dati Eurostat parlano chiaro: tra il 2010 e il 2024 i prezzi delle abitazioni nell\u2019Unione europea sono aumentati di oltre il 55%, mentre i canoni di locazione sono cresciuti di circa il 27%. In molte grandi citt\u00e0 l\u2019accesso alla casa \u00e8 diventato proibitivo per fasce sempre pi\u00f9 ampie della popolazione. Eppure, riconoscere il problema non significa averne compreso le cause. Ed \u00e8 qui che il Piano UE mostra tutti i suoi limiti.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Il documento si articola in quattro pilastri. Nel primo, dedicato all\u2019offerta, si parla di \u201crimozione delle barriere\u201d e di maggiore efficienza nel settore delle costruzioni. Ma i veri ostacoli restano accuratamente fuori campo: vincoli urbanistici rigidi, piani regolatori pensati per congelare il territorio, burocrazia edilizia paralizzante, tempi autorizzativi incompatibili con qualsiasi investimento razionale, pressione fiscale su chi costruisce e su chi affitta. Invece di rimuovere questi vincoli, la Commissione preferisce amministrarli, sostituendo la libert\u00e0 con la procedura e l\u2019iniziativa con il controllo.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Il secondo pilastro punta sulla mobilitazione di investimenti pubblici e privati attraverso nuove piattaforme europee. Tradotto: pi\u00f9 pianificazione, pi\u00f9 intermediazione politica, meno autonomia dell\u2019investimento. Il capitale privato non \u00e8 considerato una risorsa che valuta rischio e rendimento, ma uno strumento da incanalare secondo obiettivi decisi dall\u2019alto. L\u2019investitore non sceglie: viene \u201corientato\u201d. Il risultato \u00e8 una dipendenza crescente dal potere pubblico, che trasforma l\u2019abitare in un settore semi-amministrato.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Il successivo terzo pilastro \u00e8 forse il pi\u00f9 rivelatore. La Commissione annuncia interventi sugli affitti brevi nelle aree \u201csotto stress abitativo\u201d. In altre parole, nuove limitazioni all\u2019uso legittimo della propriet\u00e0 privata. Non considera che gli affitti brevi non sono la causa della scarsit\u00e0, ma una risposta spontanea a mercati bloccati, offerta rigida e regolazioni soffocanti. Colpirli non aumenta il numero di abitazioni disponibili: riduce le alternative, scoraggia l\u2019investimento e spinge ulteriore offerta fuori dal mercato regolare.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1383\" src=\"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/piano_casa_UE_2-1-1024x585.webp\" alt=\"\" \/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">L\u2019ultimo, il quarto pilastro<strong>,<\/strong> \u00e8 quello che svela senza infingimenti la logica dell\u2019intero Piano. Dietro la formula del \u201csostegno ai pi\u00f9 colpiti\u201d si concentra un insieme di interventi su gruppi vulnerabili, emergenza abitativa e homelessness che non mirano a rimuovere le cause della scarsit\u00e0, ma a istituzionalizzarla. La casa non \u00e8 pi\u00f9 un bene da rendere accessibile ampliando l\u2019offerta e liberando gli scambi, bens\u00ec un oggetto di presa in carico amministrativa, di assistenza continuativa e di redistribuzione guidata dall\u2019alto. L\u2019emergenza diventa cos\u00ec una condizione permanente, funzionale a legittimare un controllo stabile sull\u2019abitare: non una risposta eccezionale a un fallimento, ma il nuovo assetto ordinario delle politiche pubbliche. In questo schema la scarsit\u00e0 non \u00e8 un\u2019anomalia da correggere, ma il presupposto stesso dell\u2019intervento, e la tutela si trasforma nel veicolo attraverso cui l\u2019autorit\u00e0 pubblica estende il proprio perimetro sulla propriet\u00e0 e sulle scelte individuali.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Ed \u00e8 proprio qui che emerge il nodo decisivo, che precede qualsiasi valutazione tecnica.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Il problema di fondo, infatti, \u00e8 concettuale prima ancora che economico. L\u2019abitare nasce da conoscenze disperse \u2013 redditi, aspettative, preferenze, tempi, rischio, condizioni locali \u2013 che nessuna autorit\u00e0 centrale pu\u00f2 raccogliere, ordinare e coordinare senza ridurle a schemi astratti, semplificarle e infine snaturarle. \u00c8 per questo che, come ha ricordato Friedrich A. von Hayek, il riconoscimento dei limiti della nostra conoscenza dovrebbe indurci a una lezione di modestia, lasciando spazio alla collaborazione spontanea degli uomini liberi invece di pretendere di controllarla o dirigerla.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Il Piano Casa UE ignora questa lezione elementare e scambia l\u2019estensione del controllo per una soluzione. Non riduce le imposte, n\u00e9 semplifica radicalmente le regole, e neppure libera la costruzione o l\u2019affitto. Al contrario, riveste di linguaggio neutro e tecnocratico una scelta politica netta: spostare l\u2019abitare sotto la regia dell\u2019autorit\u00e0 pubblica, trasformando i cittadini in destinatari passivi di politiche e il proprietario in un soggetto permanentemente condizionato, regolato, ispezionato, chiamato a giustificare l\u2019uso stesso del proprio bene.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Da qui discende una conseguenza inevitabile. L\u2019interventismo non si arresta mai al primo passo: ogni regolazione altera gli equilibri esistenti, genera nuove distorsioni e pretende nuove correzioni. Non \u00e8 un incidente di percorso, ma una logica intrinseca, come ha osservato Ludwig von Mises quando ha spiegato che ogni intervento dello Stato nel funzionamento del mercato, se non viene immediatamente revocato, produce effetti tali da rendere necessario un intervento ulteriore. \u00c8 una dinamica ben visibile anche nelle politiche abitative europee.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">La casa \u2013 \u00e8 bene ribadirlo \u2013 non \u00e8 un diritto amministrato n\u00e9 un beneficio da distribuire. \u00c8 il risultato di scelte responsabili, di rischio assunto, di capitale investito. Laddove questi elementi vengono messi tra parentesi, la crisi non viene superata: viene resa strutturale. E quando anche l\u2019abitare diventa oggetto di pianificazione, il problema non \u00e8 pi\u00f9 la mancanza di case, ma l\u2019eccesso di potere su di esse.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">* Pubblicato su <a href=\"https:\/\/opinione.it\/economia\/2025\/12\/19\/sandro-scoppa-la-casa-non-e-un-diritto-da-archiviare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;Opinione delle Libert\u00e0<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1384\" src=\"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/semaforo_4-1024x683.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Piano Casa UE non risolve la crisi: la normalizza e la trasforma in potere di Sandro Scoppa* Quando la politica definisce qualcosa un \u201cdiritto\u201d, di rado lo protegge davvero: pi\u00f9 spesso lo assorbe, lo regolamenta, lo sottrae alla disponibilit\u00e0 delle persone. \u00c8 ci\u00f2 che accade anche con il Piano Casa dell\u2019Unione europea, denominato European\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1786,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[526,529,528,525],"class_list":["post-1380","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo_piano","tag-dirigismo","tag-emergenzaabitativa","tag-eurostat","tag-pianocasa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1380","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1380"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1991,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1380\/revisions\/1991"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}