{"id":1316,"date":"2025-12-03T16:58:26","date_gmt":"2025-12-03T15:58:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/?p=1316"},"modified":"2026-05-19T20:26:15","modified_gmt":"2026-05-19T18:26:15","slug":"il-deciso-no-degli-svizzeri-alla-patrimoniale-ambientalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/2025\/12\/03\/il-deciso-no-degli-svizzeri-alla-patrimoniale-ambientalista\/","title":{"rendered":"Il deciso \u201cNo\u201d degli svizzeri alla patrimoniale ambientalista"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"order-1 mb-3 text-4xl font-medium leading-tight entry-subtitle text-np-blue font-subtitle\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">Fallisce il referendum proposto dai giovani socialisti per &#8220;far piangere&#8221; i ricchi. Respinta una tassa ideologica che avrebbe smontato la propriet\u00e0 famigliare e il modello economico svizzero<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">di Sandro Scoppa*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">La Svizzera ha affrontato un voto che avrebbe stravolto la sua architettura economica pi\u00f9 di qualunque riforma recente: introdurre una tassa federale del 50% su eredit\u00e0 e donazioni superiori a 50 milioni di franchi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">L\u2019iniziativa, promossa dalla JUSO \u2013 l\u2019organizzazione giovanile del Partito Socialista \u2013 con l\u2019intento dichiarato di finanziare progetti ambientali, non era una semplice revisione fiscale: avrebbe trasformato lo Stato nel principale beneficiario della ricchezza costruita e trasmessa attraverso generazioni. Gli elettori hanno risposto con un rifiuto netto, quasi l\u201980% di voti contrari, segnalando una scelta lucida che merita attenzione. Con un\u2019affluenza attorno al 42%, il dibattito si \u00e8 rivelato acceso e consapevole. Per molti cittadini, detta proposta non rappresentava una politica redistributiva, rifletteva in realt\u00e0 un attacco diretto al principio secondo cui ci\u00f2 che una famiglia crea, conserva e tramanda non pu\u00f2 essere trattato come una concessione revocabile. Il patrimonio, difatti, non \u00e8 solo denaro: \u00e8 impresa, terra, lavoro sedimentato, progettualit\u00e0 familiare. \u00c8, soprattutto, un vincolo morale tra generazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">Chi ha sostenuto la misura ha parlato di equit\u00e0; chi l\u2019ha rifiutata ha visto con chiarezza le sue conseguenze pratiche: molte famiglie, per pagare l\u2019imposta, sarebbero state costrette a vendere attivit\u00e0, quote societarie o beni strategici. In pratica, avrebbe significato interrompere continuit\u00e0 aziendali, disperdere patrimoni produttivi e spingere imprenditori e investitori verso altri Paesi. \u00c8 per questo che consulenti, economisti e persino imprese estere avevano espresso preoccupazione: non per difendere privilegi, ma perch\u00e9 un\u2019economia sana vive di stabilit\u00e0, non di shock punitivi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">L\u2019iniziativa, inoltre, non prevedeva alcuna eccezione per le imprese familiari. Gli eredi, nella maggior parte dei casi, non avrebbero ricevuto liquidit\u00e0, ma partecipazioni aziendali o beni produttivi: per versare il 50% allo Stato, sarebbero stati costretti a vendere, spesso a investitori esteri. Il risultato non sarebbe stata una redistribuzione, quanto lo smantellamento di quel modello svizzero che ha fatto della solidit\u00e0 patrimoniale e della visione intergenerazionale un punto di forza. La propriet\u00e0 familiare non \u00e8 una rendita passiva, \u00e8 uno strumento vivo di lavoro, identit\u00e0 e innovazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">Anche il governo federale si \u00e8 espresso contro la proposta di cui trattasi, temendo che la sua approvazione potesse compromettere un\u2019affidabilit\u00e0 fiscale costruita in decenni. Una preoccupazione fondata: quando le regole diventano instabili, il capitale non aspetta spiegazioni \u2014 si sposta altrove. La ricchezza, infatti, non \u00e8 un bene immobile: si muove, si adatta, scompare dove viene minacciata da un potere che confonde tassazione con prelievo forzoso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">I promotori del no, a loro volta, hanno sottolineato che una misura del genere avrebbe prodotto impoverimento, non equit\u00e0, allontanando le risorse pi\u00f9 dinamiche del Paese. Lo Stato, hanno ricordato, non genera ricchezza: la consuma. E quando supera i limiti che lo separano dall\u2019iniziativa privata, la redistribuzione si trasforma in appropriazione, finendo per colpire chi accumula legittimamente, chi risparmia, chi investe. La libert\u00e0 economica \u2014 come ogni altra libert\u00e0 \u2014 richiede confini certi. Dove il potere li cancella, non nasce giustizia, ma dipendenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">Un altro fatto smentisce la retorica dell\u2019\u201curgenza fiscale\u201d: in Svizzera, anche senza imposizioni dirigiste, le imprese si stanno gi\u00e0 adattando spontaneamente alla domanda di maggiore efficienza e sostenibilit\u00e0. Dove la libert\u00e0 economica \u00e8 rispettata e la propriet\u00e0 privata tutelata, gli aggiustamenti emergono da soli. Non servono decreti, ma concorrenza, reputazione e scelte di mercato. Oltre il 70% delle grandi imprese ha gi\u00e0 adottato misure volontarie per ridurre il proprio impatto, e molte PMI innovano spinte dall\u2019efficienza, non dalla paura. Quando invece lo Stato impone regole rigide, blocca proprio quei meccanismi che rendono possibile un progresso reale e durevole. Se esistono rischi ambientali, le risposte pi\u00f9 efficaci verranno dall\u2019iniziativa libera e responsabile. Non dalla pianificazione centralizzata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">La proposta dei Giovani Socialisti \u00e8 apparsa per quello che era: un\u2019iniziativa ideologica, pi\u00f9 animata dal sospetto verso la ricchezza che da logica economica. Non si crea giustizia abbattendo ci\u00f2 che funziona, ma aprendo spazi perch\u00e9 pi\u00f9 persone possano prosperare liberamente. La libert\u00e0 non si tassa: si esercita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">La decisione referendaria dei cittadini della Confederazione Elvetica \u00e8 stata un atto di coerenza. Ha riaffermato che la crescita nasce dal risparmio, dall\u2019iniziativa privata e dalla libert\u00e0 di progettare il futuro senza timore di espropri. Ha detto no all\u2019idea che l\u2019eredit\u00e0 sia una colpa, e s\u00ec alla libert\u00e0 come fondamento di una societ\u00e0 responsabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">Come spesso accade in Svizzera, il voto \u00e8 stato sobrio, netto, consapevole. Non ha negato il ruolo dello Stato: ne ha tracciato i limiti. Si pu\u00f2 contribuire al bene comune senza trasformare l\u2019eredit\u00e0 in un rischio o l\u2019impresa familiare in un fardello.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;\">Il verdetto popolare non \u00e8 stato una chiusura, ma una difesa: del diritto di propriet\u00e0 come proiezione della persona, del legame tra generazioni, e del principio che lo Stato deve sapere fin dove pu\u00f2 arrivare. \u00c8 stato, in definitiva, un\u2019affermazione di responsabilit\u00e0. E di libert\u00e0 concreta.<\/span><\/p>\n<p>* Pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/aq-economia\/il-deciso-no-degli-svizzeri-alla-patrimoniale-ambientalista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atlantico Quotidiano<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.confediliziacz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/svizzera_taase_1-2-1024x585.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1321\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fallisce il referendum proposto dai giovani socialisti per &#8220;far piangere&#8221; i ricchi. 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